SURFARE CON LA LINGUA
Scritto da Angela
Mi sono quasi dimenticata che una delle ultime volte, morta di freddo, dopo l'ennesima catapulta avrei voluto tanto piangere e mollare tutto. Ormai è tutto passato. Non ricordo più le umiliazioni subite dal vento e posso mettermi allo stesso livello di quelli che in surf ci sanno andare veramente bene. Questa condizione inizia a piacermi. Sono quasi contenta di essermi fatta male visto che, per fortuna, me ne sono fatta poco e adesso ho la scusa buona per non affrontare i rigidi climi invernali. Forse sono più dignitosi quelli che a ottobre mettono via tutto e ci ripensano a maggio. Io continuo a pensarci...a pensarci...a sognare...e come surfo bene quando dormo...è tutto così facile. E poi, sempre a denigrare Marina Julia! Ma ci sono dei posticini, al riparo dal vento dove si sta proprio bene e si può parlare...parlare e sognare...questa volta ad occhi aperti. Poi arriva qualche rompiscatole a rovinare tutti i tuoi sogni e riportarti alla realtà dicendoti che se vai avanti così la prossima volta non duri in acqua dieci minuti. Tu rispondi che almeno per mezz'ora ce la farai, ma poi pensi che in effetti i muscoli della lingua non ti serviranno molto quando dovrai tenere un boma e il vento soffierà a 30 nodi e, ad esser buona con te stessa, ti reggerai in piedi sulla tavola cinque minuti. Allora decidi di andare a correre, utile anche per la famosa prova bikini di noi donne. Ma purtroppo i tuoi polmoni sono messi peggio della tua muscolatura, così sputi sangue su quel sentierino nel bosco, rischiando anche di fare qualche brutto incontro. Ti sembra che la milza voglia uscire dal tuo corpo e i polmoni cedono molto prima che i muscoli riescano a trarre qualche beneficio. Nonostante questo le endorfine tornano a circolare nel tuo corpo. Ti sei ricordata che sei una schiappa nella corsa e forse anche nel windsurf, ma sei felice.
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